Segreto N°5 per avere fragole eccellenti: il concime

Le fragole necessitano di concime abbondante e di qualità. Per toglierci ogni pensiero, convinti nella qualità di un prodotto al 100% sano e naturale, la nostra scelta è stata quella di utilizzare esclusivamente concime biologico. Prima della messa a dimora della pianta è bene preparare un buon terriccio ricco di concime granulare prevalentemente azotato che servirà al corretto sviluppo radicale e fogliare.

Noi abbiamo utilizzato concime biologico granulare Prodigy mescolato al terriccio a base di torba e perlite nella quantità indicativa di circa 300 grammi di concime ogni sacco da 70 litri. Questo favorisce la perfetta radicazione delle piantine di fragole nei successivi 20 giorni dalla messa a dimora. Inoltre applichiamo una volta alla settimana del concime liquido biologico a base di azoto per favorire ulteriormente lo sviluppo vegetativo radicale e fogliare della pianta.

Concime liquido biologicoconcime biologico Borlanda

Nel periodo successivo, alla comparsa dei primi fiori, il concime prevalentemente azotato viene rimpiazzato con concime liquido biologico a base principale di potassio e fosforo. Il fosforo aiuta i frutti a svilupparsi e diventare grandi, il potassio rende le fragole ancora più dolci e saporite. La nostra scelta è stata quella di utilizzare del concime liquido biologico chiamato Molex a base di borlanda (ricavato dalla barbabietola da zucchero) mescolato nella quantità di circa 240 grammi ad ettolitro di acqua. Nel nostro caso, per la preparazione del concime utilizziamo una tanica da 25 litri d’acqua mescolata con 60 grammi di Borlanda corrispondente a riempire circa mezzo bicchiere di plastica.

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Luca Serafini

 fragolebio

La prima smielatura stagionale

Sabato 11/06/2016

Appunti di apicoltura

Zona: Belluno

Finalmente dopo tante interessanti attività e visite in apiario è giunto il momento di trasferirsi nel laboratorio di smielatura per la raccolta dei “frutti” del lungo lavoro di queste fantastiche e instancabili api. L’annata meteo non è stato di certo la migliore, però nonostante tutto il primo miele millefiori per la famiglia c’è.

Procedimento:

– Con il rifrattometro si verifica a campione su alcuni telaini il grado di umidità del miele ( deve essere minore del 18-18,5%);generalmente se il miele è opercolato dalla cera la sua umidità è bassa e si può procedere a smielare, in caso contrario va usato lo strumento per la verifica;

rifrattometro

rifrattometro

– Se l’umidità del miele è alta bisogna abbassarla ai valori visti prima utilizzando un deumidificatore per qualche giorno;

– Se l’umidità è inferiore al 18-18,5% si può procedere con la smielatura;

– Si estraggono i favi dai melari disopercolandoli con l’ausiglio di un coltello caldo o freddo. Noi abbiamo utilizzato un coltello caldo che facilita di molto tale operazione infatti si può tagliare più agevolmente la cera senza rovinare le celle del favo. Questo coltello utilizza una resistenza elettrica per riscaldarsi quindi è necessario avere una presa nelle vicinanze. L’altro strumento utilizzato è una forchetta con il manico di plastica utile nel caso si debbano disopercolare le cellette che non si riescono ad aprire con il coltello (es. cellette vicino al telaio in legno sviluppate sotto il suo livello)

telaino miele

telaino miele

telaino miele disopercolato

telaino miele disopercolato

Si può utilizzare un banco con vasca di raccolta in acciaio inox in modo tale che si possa recuperare il miele degli opercoli e la cera

– Si posizionano i telaini nello smielatore centrifugo elettrico. L’azione centrifuga farà in modo che il miele si stacchi dalle cellette scendendo per caduta verso il basso. Si accende la macchina iniziando con un numero di giri ridotto e andando via via ad aumentare la velocità. Dopo qualche minuto di rotazione oraria, ripetere la centrifuga in senso contrario. L’operazione sarà conclusa quando i telaini si saranno completamente svuotati dal miele;

– Il miele durante l’operazione di centrifuga uscirà dal rubinetto posto sotto lo smielatore dove posiziono un contenitore con relativo filtro per eliminare le prime impurità;

– Il miele va successivamente versato nel maturatore attraverso un filtro di nylon a calza che fa il secondo filtraggio eliminando i residui come ad esempio pezzi di cera;

– Ora bisognerà attendere qualche giorno finchè tutte le bolle d’aria presenti nel miele non saranno salite in superficie;

– Aiutandosi con una spatola toglieremo la schiuma formatasi in superficie;

– Quando il miele non rilascerà più schiuma in superficie sarà il momento buono per invasettare.

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Luca Serafini

fragolebio

Segreto N°4 per avere fragole eccellenti: la corretta messa a dimora

Segreto N°4 

Le piantine di fragole devono essere trapiantate attentamente facendo in modo che il colletto delle radici sia a livello con il terreno. Quest’ attenzione è importante perchè se la piantina si trova troppo in profondità, potrebbero marcire le gemme che stanno germogliando dal cespo, se si trova troppo rialzata le radici potrebbero subire danni per gelate in primavera o lunghi periodi di siccità nel periodo caldo.

Fragole Elsinore

fragole Elsinore

Fragole Elsinore messe a dimora in vaso

La terra va ben compattata e annaffiata subito per ridare vitalità alla piantina stressata dal cambiamento di zona. Durante tutto il ciclo di vita della pianta, è fondamentale dare il giusto apporto di nutrienti. Nella prima fase dopo il trapianto per circa 2-3 settimane è preferibile somministrare del concime a base di azoto per favorire lo sviluppo fogliare e radicale. Successivamente si dovrà somministrare un concime a base di potassio e fosforo favorendo quindi la crescita e la maturazione delle fragole.

Nei prossimi giorni parleremo in modo più dettagliato del concime utilizzato nel nostro fragoleto contando nei vostri  preziosi consigli ed esperienze condivise per migliorare ancora di più la produttività delle fragole.

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Luca Serafini

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